Dedicata a mio Nonno.

Oggi pomeriggio sarà Autunno.

La mia stagione preferita.

Mi viene in mente una canzone, complici tante cose che sarebbero impossibili da sciorinare in un post eppure ascoltandola si dipanano da sole, tessendo un sorriso a cui una lacrima spontanea regala un pizzico di sale a quel dolceamaro che dirige i fili.

Esattamente come quando piove con il sole.

Buon ascolto a chi vorrà avere orecchie per ascoltare.

* * *

Paolo Nutini, Autumn Leaves, 2006

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Considerazioni e video del giorno

A volte i brutti sogni servono ad esorcizzare un poco l’anima inquieta.

Oggi non so per quale recondito motivo, dopo il brutto sogno di stanotte che ancora avevo negli occhi e sulla pelle stamattina al risveglio, sono un pizzico più positiva.
Circostanza che di norma mi mette in allerta perché, ultimamente, se succede puntualmente entro fine giornata arriva un bel patatrac.

* * *

Mi dedico un pezzo di uno dei miei film preferiti, così, per comprare gratis un bel sorriso.

FranKenstein Jr, 1974

 

Così, per dire e non si sa mai legga.

Un giorno di questi, una sera o una notte di queste, a te giovane tizio balconiero che non conosci manco canottiera e che adori fumarti le sigarette da solo o in compagnia come adesso con altrettanto pelo al vento, che prediligi come passatempo quello di farti i cazzi miei a qualsiasi ora, credendo che non intercetti i tuoi occhietti sorcini di giorno o la sera/notte complice la scarsa luce, ti scattero’ una bella foto e poi ti salutero’ come si conviene.

Chissà se guarderesti altrove.

Song between me and the Moon tonight

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La Luna stanotte.
Il pensiero divaga, scivolando silenzioso e nudo fra le acque di alcuni ricordi.

* * *

[…] I forgot my shirt at the water’s edge 
The Moon is low tonight
Nightswimming deserves a quiet night
I’m not sure all these people understand
It’s not like years ago […]

R.E.M. – Automatic For The People, 1992

Foto e pensieri

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* * *

Mi piace questa foto, mi piace tanto senza chiedersi un perché.

La guardo e ci leggo una, tre, sette sensazioni diverse almeno che le regalano una cromìa decifrabile solo dal mio cuore.

Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! chi vuol esser lieto, sia: di doman non v’è certezza” (cit.).

La tua spensieratezza incolpevolmente ignara, nell’intento affaccendato di pulire le pietre preziose trovate per fare da recinto al tuo castello senza chiederti che fine farà quell’opera di sabbia quando i piedini ti riporteranno a casa, lontana, oltre il fossato d’acqua salata, quando non ci sarà alcun ponte levatoio alzato che tenga, contro le invasioni di chi non avrà dato alcuna importanza a tutto quel fanciullesco impegno. Sarà il bianco e nero, sarà che è stata una parentesi felice, nel vederti giocare sulla stessa spiaggia dove giocavo io alla tua età, complice la bontà di chi ha fatto si che tutto rimanesse come allora, perfino il colore delle cabine, fatto è che nell’anima, quando guardo questa foto, mi si apre un varco temporale che fonde passato, presente e futuro e spero che per te, Amore mio, quel futuro abbia assai più sorrisi che lacrime.

Tua Madre

 

Perché scriverlo mi fa bene.

C’è qualcosa di silenzioso che striscia nell’anima, lasciando una scia appiccicosa su cui si impantanano tutti i brutti pensieri che nascono spontanei. Quelli che riescono a scappare dalla porta della chiusura mentale, infiltrandosi negli attuali, immediati propositi che precedono ogni ordinario attimo cui seguono le azioni, fra quelle che quotidianamente sono chiamata ad affrontare.

Mentre preparo il pranzo per mia figlia mi sfugge lo sguardo attraverso il vetro della portafinestra e vedo la strada, il suo viavai di gente e mi chiedo quale stronzo incontrerò oggi quando dovrò uscire per dedicarmi all’unica Anima che davvero lo merita, per farle godere questa temperatura ancora decente.

Forse stronzo è eccessivo. Lo è? forse no. A giudicare da quelli che ho incontrato ieri. Sarà che ho questo umore nero e chiuso ma la strafottenza della gente, sempre parlando di ieri, non si è smentita affatto. In altri periodi non l’avrei nemmeno notata ma adesso si. Tracotanza, assenza di umiltà e maleducazione, in ogni cosa. Come per esempio, nonostante il verde pedonale, il rischio di essere messa sotto con tutta la carrozzina perché l’ennesimo essere intelligente, il terzo per la precisione, ha deciso anche lui di lasciare la macchina di sbieco sulle strisce pedonali, ostruendo l’unico passaggio utile fra la fila stretta di macchine parcheggiate fra gli alberi. E nonostante il rosso, una imbecille è arrivata a tutta birra frenando oltre il semaforo rosso (perché è usanza non fermarsi alla striscia bianca che delimita lo stop, no, bensì oltre quella così si riparte prima di tutti), per sorpassare le altre macchine che rallentavano la corsa.

La cosa positiva è che queste situazioni le tratto con altrettanta. Strafottenza.

Adesso.