Song of the day (one of the…)

Siamo agli inizi degli anni ’90, gli anni di frequentazione (scolasticamente parlando) del ginnasio che hanno fatto da sfondo all’ampliamento delle mie conoscenze musicali, attingendo a piene mani (e a piene orecchie) dalla musica di Manchester (meglio conosciuta come Madchester).

Quanti ricordano i fantastici “Candy Flip”? Non sono durati moltissimo ma questa versione di Strawberry Fields Forever dei Beatles mi è rimasta nel cuore.

Buon ascolto!

 

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 Nelle azzurre sere d’estate, me ne andrò per i sentieri,
 graffiato dagli steli, sfiorando l’erba nuova:
 trasognato, ne sentirò la frescura sotto i piedi,
 e lascerò che il vento mi bagni la testa nuda.
 Non parlerò, non penserò a niente:
 Ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,
 E andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro.

 – Arthur Rimbaud

E ancora. Ancora, ancora, ancora.

Citando K. Marx: la Religione è l’oppio dei popoli.

Io rettificherei: la Religione strumentalizzata è l’oppio dei popoli.

Si cerca sempre, ultimamente, la giustificazione nel terrorismo islamico, uno, tre, cinque, cento colpevoli (vedasi Nizza), resta il fatto che l’agire dell’uomo, influenzato dai pensieri che gli si agitano nel cervello unitamente alle soluzioni inoppugnabili che alla fine partorisce, diventa sempre più aberrante.

Lo sterminio incurante del futuro insito nei nostri figli, ragioni per i più incomprensibili e sintetizzate alla fine in un odio crescente, tutto questo lo sintetizzo a mia volta in una ontologia sempre più radicata ed insistente: quella della paura, dell’odio, dell’istigazione al rifiuto di non generalizzare quanto più ad eliminare a nostra volta.

Ma alla fine, come si fa a chiedersi ancora un perché?

Song of the day

* * *

Una giornata iniziata alle 6,45.

L’unica cosa buona che rileva il mio attuale rassegnato pessimismo è che almeno si sta più freschi rispetto a ieri. La sudata fino alla mia banca (a piedi) e ritorno tuttavia è stata nuovamente vana. Sono due giorni che entrambi gli sportelli bancomat sono fuori uso ed onestamente, fregarmi per l’ennesima volta altri due euro per il prelievo da altri ATM proprio non mi va. La realtà è che questa filiale è pessima, da tutti i punti di vista ma una con chi se la può prendere? All’interno di incompetenza e fancazzismo hanno già dato prova abbondantemente in tempi non tanto lontani, ergo entrare a questionare come hanno fatto altri non mi pare una buona soluzione quanto più lo sia cambiare filiale. Peccato che quella “buona” sia troppo distante per arrivarci a piedi (perché si, sono appiedata).

Eppure qualcosa deve smuoversi. Sto resistendo alla corrente contraria da un pezzo ma temo che tra poco, invece di remare, lascerò andare la barca in balia della corrente; da qualche parte porterà.

Nostalgia

Basta un odore, anche fugace, un rumore, una canzone, un riverbero di luce legato ad una particolare ora del giorno, il frinire di una cicala ed ecco che all’improvviso gli occhi proiettano a ritroso sulla parete dell’Anima un ricordo, come fosse una fotografia di quell’istante fatta dal cuore, quando allora non ci pensavi, quando allora lo lasciavi al domani limitandoti a vivere senza sapere che un giorno di quel vissuto sarebbe rimasto soltanto un odore, un rumore, una canzone, un riverbero di luce legato ad una particolare ora del giorno, il frinire di una cicala.
Ultimamente mi sta succedendo spesso. Mi mancano persone che non ci sono più, a cui ero molto legata, ed il loro non esserci è comunque lontano da me, nel posto da cui il futuro di allora mi ha allontanata, mi mancano situazioni ed atmosfere che oggi mi fanno capire sempre di più che le radici sono uniche e sono importanti e mi ritrovo a pensare che non riuscirò a metterle in nessun altro posto, mai.
Ho nostalgia.
Tantissima.
E posso solo arginarla, scrivendola qui, ad esempio.

me3

Song of The Day

[…]
My mind is racing take me home
My body’s aching so alone
I’ll make you want to stay with me
Befriended by the enemy, one more time
And every little thing about this tells me
Nothing out there is ever gonna help me
All these words that I hear spoken
Just promises broken now
[…]
* * *

Siamo nel 1995.
Ho compiuto i miei (primi) diciotto anni solo 3 giorni prima quando il 6 giugno di quell’anno i Soul Asylum regalano all’ascolto dei loro fan un nuovo disco: Let Your Dim Light Shine. La traccia più gettonata è impossibile non ricordarla: Misery  ma la mia traccia preferita era allora e rimane tutt’ora questa:

Promises Broken iniziò ad essere apprezzata dalle radio solo l’anno successivo, nel 1996, un gran peccato a mio parere perché è meravigliosa.

Oggi mi sono svegliata con David Pirner in testa  perciò, a chi vorrà soffermarsi, buon ascolto!

* * *
PROMISES BROKEN

Streets are filled with broken glass
You get buried by the past
And give me just a little taste
Lay this mess to waste, take me home
My mind is racing take me home
My body’s aching so alone
I’ll make you want to stay with me
Befriended by the enemy, one more time
And every little thing about this tells me
Nothing out there is ever gonna help me
All these words that I hear spoken
Just promises broken now
Looking outside from my window sill
Throw another coin in the wishing well
Never find what you’re looking for
Fifteen miles, your dim light shines from so far away
Your sad smile is all I see when I say
That every little thing about this tells me
Nothing out there is ever gonna help me
And all these words that I hear spoken
Just promises broken now
From the hotel satellite
Don’t look like you’re living right
Here’s a deal you can’t refuse
You ain’t got as much to lose
Can you tell your troubles to
Someone who won’t laugh at you, it’s all right
As I watch you walk away
Hope a part of you would stay and it’s all right
And every little thing about this tells me
Nothing out there is ever gonna help me
All these words that I hear spoken
Just promises broken now

 

The song of the day

Avete mai visto “Un Natale stupefacente” con Lillo e Greg? (e non solo ma loro due li amo)

Ecco, ce l’ho in mente da ieri sera, beccatevi questa song che in realtà è dei Latte e i suoi Derivati (il testo sotto è l’originale, nel film lo hanno un po’ modificato).

* * *

 


* * *

NON SOPPORTIAMO

NOI NON SOPPORTIAMO CHIUNQUE ROMPA IL CAZZO
APPENA SCATTA IL VERDE, VAI,
STROMBAZZA CON IL CLACKSON!
NOI NON SOPPORTIAMO CHI FA I SELFIE E FA LE FACCE
METTE GLI OCCHI STORTI E FA PURE LE LINGUACCE!

NON SOPPORTIAMO CHI NEL TEMPO LIBERO PITTURA
CON TANTA DEDIZIONE SOLDATINI IN MINIATURA…

– Fè oh, io pitturo i soldatini in miniatura e li faccio…so anni che faccio i soldatini in miniatura
– e li dipingi…
– li dipingo proprio – con tanta dedizione… – con tanta dedizione si
– Ah e non lo sapevo
– ah.

ALLORA QUELLI LI SOPPORTIAMO!
LE MINIATURE SAI NON SONO MALE AFFATTO
QUELLI LI SOPPORTIAMO!
A DIRE IL VERO È CHE M’ERO DISTRATTO!

NOI NON SOPPORTIAMO, DAVVERO NON CI GARBA,
CHI SOLO PERCHE’ E’ MODA SI FA CRESCERE LA BARBA
NOI NON SOPPORTIAMO E RITENIAMO SIA UNA FECCIA
CHIUNQUE ACCOSTI O SVOLTI SENZA METTERE LA FRECCIA!

NON SOPPORTIAMO QUELLI CHE CONTINUANO TESTARDI
A GIUNGERE AGLI APPUNTAMENTI SEMPRE COI RITARDI!

– Oh…te ritardi sempre. No, fai sempre tardi te.
– è vero…
– Eh, sei proprio ritardatario cronico sei te.
– ah.

E ALLORA QUELLI LI SOPPORTIAMO
I RITARDI POI NON SONO MALE AFFATTO
QUELLI LI SOPPORTIAMO!
A DIRE IL VERO, SAI, È CHE M’ERO DISTRATTO!

assolo

NOI NON SOPPORTIAMO CHI IN MACCHINA SCOATTA
CON LA TECHNO A PALLA A DIECIMILA MEGAWATT!
ANCORA!
NOI NON SOPPORTIAMO CHI VA IN TELEVISIONE
IGNORANTE COME UN TUBERO, MA SPARA UN OPINIONE!

NON SOPPORTIAMO A CHI A 50 ANNI ANCORA E’ INSIEME
SUL PALCO PER FAR RIDERE CON LE CANZONI SCEME!

– oh…siamo noi questi siamo
– ma non stai ballando te poi…
– ho capito però ciè…50 anni ce stanno tutti – eh lo so… – le canzoni sceme, le facciamo…

E ALLORA QUELLI LI SOPPORTIAMO!
LE CANZONI SCEME, DIVERTONO DA MATTI!
QUELLI LI SOPPORTIAMO!
IN FIN DEI CONTI È CHE, NOI C’ERAVAM DISTRATTI!
QUELLI LI SOPPORTIAMO!
LE CANZONI SCEME, DIVERTONO DA MATTI!
QUELLI LI SOPPORTIAMO!
A DIRE IL VERO È CHE, NOI C’ERAVAM DISTRATTI!