Quiete Inquieta

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Ieri sera stringevo la Cecia fra le braccia mentre, passeggiando, lei scivolava verso il sonno, cercando di trovare conforto nella morbidezza di infante e nel suo profumo di incondizionata ingenuità ma mi sentivo un nodo in gola che non voleva andare né su né giù, un po’ come Piero (Edoardo Gabbriellini) ed il suo “ovosodo”.

Oggi il nodo si è un po’ allentato ma sono attraversata da una quieta inquietudine che mi serpeggia fra le ossa, regalando a tratti uno scossone, come un brivido di freddo, che ha come riflesso l’alzarmi dalla scrivania per andare in cucina a prepararmi un caffè; con quello che mi andrò a bere adesso, saranno già quattro.

Lei sta facendo il suo riposino pomeridiano ed io approfitto per rimpinguare il mio piccolo portfolio di articoli ma vorrei che fosse già sera. Vorrei che fosse già domani.

La calma disarmante e quasi sospesa che c’è fuori è ingrigita dal tempo che ha concesso al sole di averla vinta per poche ore solo stamattina e poi è sparito, puntuale ultimamente, verso le 13 e qualcosa, quasi fosse un coprifuoco che rispetta diligentemente da qualche giorno a questa parte.
Il fruscio delle fronde polpose degli alberi disposti “in duplice filar” sulla strada principale mi sembra quasi uno sciabordio intenso, insistente ed impalpabile che mi si insinua nel cervello, inframezzato dallo sbattere di una finestra da qualche parte, schiaffeggiata dal vento, fomentando l’attesa del rumore del passaggio di una macchina o di un clacson, che mi dirà: ehi, il pomeriggio si sta inoltrando, vivi anche tu.

Pioviggina. il che rende vano il mio pensiero sfiorato di uscire a fare una bella passeggiata quando Vita mia si sveglierà.

Ed intanto la grassa candela bianca che ho davanti brucia in silenzio, consumando lo stoppino della mia irrequietezza.

Ma io bevo il mio caffè.

 

 

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16 thoughts on “Quiete Inquieta

  1. “Il fruscio delle fronde polpose degli alberi disposti “in duplice filar” sulla strada principale mi sembra quasi uno sciabordio intenso, insistente ed impalpabile che mi si insinua nel cervello, inframezzato dallo sbattere di una finestra da qualche parte, schiaffeggiata dal vento, fomentando l’attesa del rumore del passaggio di una macchina o di un clacson, che mi dirà: ehi, il pomeriggio si sta inoltrando, vivi anche tu.”
    Applausi a scena aperta per ogni singola parola, ma sopra tutte quelle qui sopra riportate. Chapeaux. Pura lirica.

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  2. Il tuo bradipo non può dirti nulla per consolarti, il suo spirito è placido: qui c’è un tiepido sole autunnale che ispira dolcezza e calma, riverbera sulle facciate delle case e raffranca il cuore, e i rossi nasi, dalla glaciale brina mattutina!
    Bacio
    Sid

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  3. L’inquitudine ha una fretta, ad uscire e seminare zizzania, da non starci più nei pensieri: ma l’abbraccio “confortante e morbido” della tua tenera bimba, dovrebbe almeno acquietarti, perchè le tempeste s’evitano attraversando dall’altra parte della strada maestra 😛
    Bacio
    Sid

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