Tirando le somme

Tiro un po’ le somme.

Non tantissimo perchè in un certo senso le somme le ho già tirate abbastanza, stirate, tirate, allungate, strizzate, si, abbastanza.

Dal 25 di settembre dormo a casa nuova. Piano piano si è aggiunto qualcosa, si è aggiustata qualche rifinitura, si è cominciato ad arredare pensili e librerie.

Finalmente Attila ha la sua stanza giochi con tanto di tv, io il mio mega armadio a parete, il bagno stile montano e la mia cucina a scacchi, con tanto di Bimby TM5, senza contare il balcone della cucina col pavimento nero e quello degli altri uguale al pavimento dell’interno, tanto che sembra che la casa continui fuori.

L’unica stanza che non si riesce proprio a finire è il secondo bagno, quello in pietra, quello con la doccia grande grande con la parete, per cui ho tanto scassato i coglioni per cui ho tanto insistito, in pietra naturale.

Manca la porta a vetro che la chiuda, manca il mobile sotto il lavabo a lavatoio. Già avevano sbagliato le misure di quest’ultimo, poi ci avevano detto che sarebbe arrivato in due settimane (scadute oggi), oggi ci dicono che ci dice sfiga, perchè la ditta si è momentaneamente fermata per lutto del proprietario.

Nel frattempo sta arrivando quel poco che altro manca. In fondo è proprio una gran casa. Ed io ho avuto una gran fortuna, diciamolo, perchè mi sarebbe potuta costare molto (molto, molto) di più di quello che invece ho pagato.

Una cosa buona sta crisi almeno me l’ha portata. Mia figlia un giorno avrà una casa tutta sua.

Un po’ di nostalgia per la vecchia casa c’è. Mi fa davvero strano non percorrere fino in fondo la strada e ogni volta che passandoci guardo il balcone, mi viene il magone. Ci ho passato tante cose lì dentro. Tanta vita, tanti pensieri, tanti pianti,  un post operatorio, la gravidanza, il primo anno e mezzo di mia figlia. La casa prima di quella non mi ha regalato la stessa sensazione e forse posso dire anche le stesse emozioni.

E siccome sono matta e avevo conservato tutte le candele di compleanno degli ultimi dodici anni circa, poco prima di andarmene le ho sciolte bruciandole tutte e quel barattolo ha continuato a far danzare la fiammella tutto il pomeriggio e tutta la notte, nonostante piovesse. Ho bruciato il passato e ho voluto lasciarlo lì, fuori, vicino alla serranda di una stanza che mi è stata cara.

Manca un minuto all’una di notte.

Ora dell’ultima sigaretta della giornata.

BuonaNotte Sognatori.

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