In “Birra” veritas…mannaggia a me.

Bene.

Non solo bene, benissimo.

Conoscete la “Desperados“? Birretta da intenditori che mi sono concessa oggi pomeriggio giusto perchè Attila dormiva.

Per la cronaca non la bevevo da anni. E dico anni eh, non scherzo.

Fondamentalmente (apro una parentesi in merito perchè è cosa buona e giusta approfondire il “me” che ho postato) non amo la birra, preferisco il vino, ma apprezzo le creazioni che esulano dal solito, come appunto la Desperados, la Du Demon, la Leffe e così via.

Insomma, da brava bevitrice quale ero e quale più o meno riprendo ad essere nei momenti che lo consentono, la tracanno senza indugio, gongolando già al primo sorso per il sapore dolciastro che regala al palato.

E lì il ricordo di cosa comporta essere rovinosamente brilla (ma con coscienza) e dover avere a che fare con la gente, risale prepotentemente alla memoria comportamentale, si perchè trattasi proprio di memoria comportamentale, quando sei cosciente di trovarti in uno stato alterato e devi controllarti.

Il destino beffardo vuole che mi chiami una vecchia amica, per farmi gli auguri di Anniversario (si perchè oggi è il mio Anniversario di matrimonio) e dopo i soliti convenevoli, mi chiede a tradimento che fine abbia fatto quel mio progetto (dissacrante) di libro di cui discorremmo tanto tempo fa.

Cazzo, se lo ricorda. Ho pensato io, e senza freno alla lingua ho pensato bene di chiederle con ironia amichevole se temeva che ci avessi infilato pure lei sotto nomi fasulli in qualche vicenda dei nostri vissuti.

Per fortuna ha riso perchè si, con molta probabilità ci sarà anche lei.

Ebbene, nonostante avessi deciso di non dire niente di questa cosa tutta mia, non sono riuscita a tacere e ho spifferato un bel po’ sulla mia giovane protagonista e sulla piega non proprio ordinaria che avrebbe preso la mia ambientazione. Perchè si, è un mondo completamente inventato, di fantasia ma tanto reale da sembrarmi una realtà parallela perfetta. E’ riuscita ad estrapolarmi il nome del paesello arroccato sul monte da cui tutto inizia, è riuscita a farmi dire che avevo già iniziato a scrivere qualcosina, tra cui un breve incipit e l’inizio del primo capitolo.

Probabilmente cambierà nel tempo ma visto che oramai me so sbottonata, lo posto qui, a memento della mia follia impossibile.

* * *

[…]

Ardesia Diotallevi nasce nel 1815 in un ridente paesello arroccato sul fianco di una montagna, la Cimombrosa.

Viene chiamata così per via della copiosa vegetazione che si inerpica sui suoi pendii, refrigerio ombroso d’estate, culla frusciante per ogni passo che vi si avventura, in cerca di funghi o semplicemente di pace.

Borgolieto, paesello natio, conta non più di 1000 anime, persone oneste e lavoratrici, che dalla vita non paiono pretendere altro se non la tranquillità, sebbene, improvvisamente, da un giorno all’altro qualcosa cambia.

Ma andiamo con ordine.

[…]

# I

Camminava nervosamente per il corridoio, lasciando cadere sul pavimento in legno ogni dieci passi la cenere della pipa da cui aspirava grandi boccate, ciclicamente soffermandosi davanti alla porta intarsiata bloccando il respiro per sentire cosa accadesse dall’altro lato di essa.
Un silenzio immoto veniva rotto ogni tanto da una voce sommessa e carezzevole, frammista a lievi gemiti, finché un urlo straziante non lo fece sobbalzare tanto da indurlo a aprire con veemenza la porta per irrompere nella stanza. Si trattenne, digrignando i denti mentre la voce rotta di donna si affievoliva, fino a sgorgare in pianto e poi in una risata liberatoria. Dopo poco ecco i vagiti e poi un pianto ancora, di neonato.
La porta si aprì dopo pochi istanti sulla figura dell’uomo pallida e sudata e la stessa voce che prima consolava ed incitava gli cedette ingresso, sfilandogli con delicatezza la pipa dalla mano. Ed i suoi occhi abbracciarono l’immagine di sua moglie, adagiata sul letto, sfiancata e dolorante ma dal sorriso felice, che stringeva fra le braccia un fagotto, dalla testa piena di capelli neri.
– Vieni, vieni a vederla… – mormorò Innocenza – vieni a vedere tua figlia. –
E l’uomo palpitante entrò, scansando il catino pieno di acqua sporca e madida di nascita, avvicinandosi al letto e lasciandosi sfuggire una lacrima mentre imprimeva nella propria memoria il primo sguardo con sua figlia.

La meridiana in pietra sul sagrato della chiesetta segnava circa le 8,40 del mattino.

[…]

Sic.

Annunci

23 thoughts on “In “Birra” veritas…mannaggia a me.

  1. Per prima cosa in bocca al lupo per il libro. Io sono bloccato da parecchio tempo e ti auguro di avere migliori risultati 🙂 Poi, ovviamente, auguri per l’anniversario!
    Per la birra.. beh, io me la faccio in casa in modo da farmi quella che mi piace di più, ma se vuoi delle birre un po’ particolari controlla il sito http://www.birratoccalmatto.com, è un birrificio artigianale di Fidenza, fa delle birre molto particolari.
    Grazie di essere passata dal mio blog, mi hai permesso di conoscerti!
    A presto

    Mi piace

Dì la tua:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...