Niente, non riesco a non pensarti.

Si potrebbe pensare che ti amassi.

Ma no, non ti amavo come si potrebbe pensare, ti amavo come ti amo ancora, come un amico che mi sarebbe benissimo potuto essere fratello, una di quelle persone che si incastrano nella vita come il pezzo di un puzzle e senza quello l’immagine rappresentata rimane monca, incompleta.

Uhh baby baby don’t u cry…” stanno cantando i Pink Floyd. Perchè sto ascoltando l’intero The Wall anche se è come mi flagellassero l’anima e il core.

Non ci riesco. Mi manchi, ci manchi ogni giorno.

E vent’anni di amicizia pesano. Pesano. Pesano.

E non riesco a trattenere le lacrime. Perchè più ascolto questo album più all’improvviso capisco perchè ti piacevano tanto. Prima non ci avevo mai fatto caso ma tantissime parole ti rispecchiano, rispecchiano i tuoi pensieri la tua vita.

I ricordi ed il loro sapore scorrono copiosi quanto le mie lacrime.

Quando eravamo all’università, tutti insieme, le feste a Valle Giulia, la tua maglietta rossa; quando abbiamo tamponato mentre raggiungevamo gli altri e mi hai chiesto di non dire niente a lui se no t’avrebbe ucciso, anche se eri il suo migliore amico. Quando ascoltavi le mie frustrazioni e mi consolavi.

I tuoi tormenti, colpa di tuo padre ma non dovevi prendertela, un padre stronzo capita a molti, l’amore che non riuscivi mai a trovare, e le lasciavi tutte.

La tua passione per l’architettura paesaggistica, la tua canon, le serate alle fraschette, le cene da Ale, Paliano, i week end da noi, le notti alla playstation, il concerto di Roger Waters, il viaggio a Parigi.

Eri uno stronzo spesso, con te stesso e con gli altri, testimone di Nozze sei riuscito a farmi incazzare anche la sera prima del matrimonio. Ma fare pace aveva cementato ancora di più la nostra amicizia.

Alla fine eri felice. Sembrava proprio lo fossi. Una donna che ti amava, un lavoro che fra alti e bassi certo, stava per regalarti una promozione, un libro in itinere. Qualche lato stonato ma chi non ne ha nella propria vita?

Poi all’improvviso ti sei adombrato. Avevi lo sguardo spento, fino a quel giorno e non mi hai dato la possibilità di capire, non l’hai data a nessuno, nemmeno, soprattutto a tua madre.

Hai detto: Ciao regà, ci vediamo lunedì.

Goodbye cruel world,

I’m leaving you today.

Goodbye,

Goodbye, 

Goodbye.

Goodbye, all you people,

There’s nothing you can say

To make me change my mind.

Goodbye.

Cantano i Pink Floyd.

E poi all’improvviso, sento un odore che conosco benissimo ed una sensazione strana come mi carezzassero la testa.

E’ il tuo odore. E’ inconfondibile. Si dice che la mente giochi questi scherzi quando è in particolari stati ma a me piace credere che invece sia davvero tu. Perchè lo sai che non sarebbe la prima volta che mi capitano cose così, da quando avevo dodici anni. Tu che sei venuto a trovarmi, come sei venuto a trovarmi in sogno, spesso, spessissimo. Mi hai dato dei consigli in sogno ed io li ho seguiti. Avevi ragione sai? Ti ringrazio.

Mi manchi Lù. Roma senza di te, non è più la stessa.

Sallo.

Threatened by shadows at night,

and exposed in the light“.

Shine, my Friend, shine on your crazy diamond.

* * *

* * *

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9 thoughts on “Niente, non riesco a non pensarti.

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