A.D. Frammenti

[…]

La vecchia la misurò con accortezza, per i tutti i suoi centosessantasei centimetri, senza tanta cura nell’appuntare gli spilli da balia sui fianchi, quasi strozzandole la vita sottile nelle fasce che da quella salivano fino al seno, annichilendone morbidezza in una morsa memento della propria condizione.
Austerità di apparenza, castigata in abiti pudici lunghi fino ai piedi.
Espressioni fuggenti, perse nell’effimero di un momento stesso, salutato con un soffio fra le labbra martoriate dai silenzi.

©

[…]

Dal Diario di Ardesia D.

Anni passati e vissuti nella penombra fredda gettata sui cadaveri di poveracci e di signori, tutti uguali innanzi alla Morte, che li spoglia di tutto ciò che era in vita.
Anime diseredate, Anime innocenti, lamenti persi nei meandri bui di un niente che può sopraffare, se non si tiene un lume acceso.
Il profumo della cera sciolta, clessidra di un Tempo che può non trovare confini, se non se ne contano stoppini, ha inebriato molte, moltissime mie Notti.
Notti passate a chiedermi se da quello squarcio al petto o da quello alla gola, l`Anima fosse fuggita, spirata da labbra ormai fredde ed esangui ma nessun testo in Biblioteca narrava di ciò o accennava a che fine facesse quell`Io magari in vita così nutrito.
A volte qualcuno veniva a riprenderseli ma il motivo e quei discorsi mi sono sempre stati preclusi.
Poi un giorno ho rivisto uno di quei cadaveri ma non era affatto sotto terra bensì ben vivo e vegeto a passeggiare per le vie del mercato.
Mi ha scoccato uno sguardo boriosamente sorridente eppure io in quell`istante ho rivisto il suo viso martoriato di sfregi e sporco di sangue e sono ammutolita.
Ciò che mi è stato risposto azzardando la domanda, prima di mandarmi severamente a rassettare, è stato: “Bambina, a volte le domande nascono per non avere risposta e tormentarti la vita con il contrario. Fa di ciò che vedi una verità che non pretende prova contraria e tormentati per chi invece la pretenda. Per costoro, augurati che Iddio li abbia in gloria”.

Ardesia

©

Ennesimo post Pulcione ma forse più vagabondo

Img dal web
                           Img dal web

* * *

Ho finito di vedere poco fa X Factor, un programma che mi piaaaaaaaSce, ma quanto mi piaSce, ma st’edizione mi piace ancora di più, uno perchè è tornato Elio, l’unico che si possa fregiare dell’appellativo “Maestro” di nome e di fatto e due, voglio dire, signori, il due non è mica pinzillacchere e vino, due c’è Skin.

Ora, io non so voi ma questa donna mi fa “arrizzicare le carni” (ogni tanto un pò di dialetto rende meglio diciamolo) da quando conosco gli Skunk Anansie e parliamo del ’95 circa; una cyber punk fuori di capo e mai definizione è calzata a pennello a qualcuno come questa a lei; una donna che pelata, dopo Sinead O’connor, fa paura, come la sua voce, ma non fa paura nel senso che fa spavento, bensì è uno spettacolo, e non è cosa da tutte.
Un’Artista fantascientifica che quando canta e si esibisce non pare di questa terra e la cosa che mi fa specie, scoperta vedendo appunto il programma, è che anche se non sta cantando ma sta parlando normalmente, fa il medesimo effetto. E lì lo ammetto, nu poco di paura, nel senso stavolta di timore, la fa.

Fantascienza pura. Statuaria, bellissima, ipnotica, quasi con cattiveria, se al contrario non si scoprisse essere irriverentemente dolce.

Niente, questa cosa la dovevo scrivere, perchè sinnò non piglio pace.

Che quando na cosa me piaSce, me piaSce e se non lo paleso, scoppio.

Fine Post Pulcione.

P.S.:

skinPA_200x350
Img dal Web

In “Birra” veritas…mannaggia a me.

Bene.

Non solo bene, benissimo.

Conoscete la “Desperados“? Birretta da intenditori che mi sono concessa oggi pomeriggio giusto perchè Attila dormiva.

Per la cronaca non la bevevo da anni. E dico anni eh, non scherzo.

Fondamentalmente (apro una parentesi in merito perchè è cosa buona e giusta approfondire il “me” che ho postato) non amo la birra, preferisco il vino, ma apprezzo le creazioni che esulano dal solito, come appunto la Desperados, la Du Demon, la Leffe e così via.

Insomma, da brava bevitrice quale ero e quale più o meno riprendo ad essere nei momenti che lo consentono, la tracanno senza indugio, gongolando già al primo sorso per il sapore dolciastro che regala al palato.

E lì il ricordo di cosa comporta essere rovinosamente brilla (ma con coscienza) e dover avere a che fare con la gente, risale prepotentemente alla memoria comportamentale, si perchè trattasi proprio di memoria comportamentale, quando sei cosciente di trovarti in uno stato alterato e devi controllarti.

Il destino beffardo vuole che mi chiami una vecchia amica, per farmi gli auguri di Anniversario (si perchè oggi è il mio Anniversario di matrimonio) e dopo i soliti convenevoli, mi chiede a tradimento che fine abbia fatto quel mio progetto (dissacrante) di libro di cui discorremmo tanto tempo fa.

Cazzo, se lo ricorda. Ho pensato io, e senza freno alla lingua ho pensato bene di chiederle con ironia amichevole se temeva che ci avessi infilato pure lei sotto nomi fasulli in qualche vicenda dei nostri vissuti.

Per fortuna ha riso perchè si, con molta probabilità ci sarà anche lei.

Ebbene, nonostante avessi deciso di non dire niente di questa cosa tutta mia, non sono riuscita a tacere e ho spifferato un bel po’ sulla mia giovane protagonista e sulla piega non proprio ordinaria che avrebbe preso la mia ambientazione. Perchè si, è un mondo completamente inventato, di fantasia ma tanto reale da sembrarmi una realtà parallela perfetta. E’ riuscita ad estrapolarmi il nome del paesello arroccato sul monte da cui tutto inizia, è riuscita a farmi dire che avevo già iniziato a scrivere qualcosina, tra cui un breve incipit e l’inizio del primo capitolo.

Probabilmente cambierà nel tempo ma visto che oramai me so sbottonata, lo posto qui, a memento della mia follia impossibile.

* * *

[…]

Ardesia Diotallevi nasce nel 1815 in un ridente paesello arroccato sul fianco di una montagna, la Cimombrosa.

Viene chiamata così per via della copiosa vegetazione che si inerpica sui suoi pendii, refrigerio ombroso d’estate, culla frusciante per ogni passo che vi si avventura, in cerca di funghi o semplicemente di pace.

Borgolieto, paesello natio, conta non più di 1000 anime, persone oneste e lavoratrici, che dalla vita non paiono pretendere altro se non la tranquillità, sebbene, improvvisamente, da un giorno all’altro qualcosa cambia.

Ma andiamo con ordine.

[…]

# I

Camminava nervosamente per il corridoio, lasciando cadere sul pavimento in legno ogni dieci passi la cenere della pipa da cui aspirava grandi boccate, ciclicamente soffermandosi davanti alla porta intarsiata bloccando il respiro per sentire cosa accadesse dall’altro lato di essa.
Un silenzio immoto veniva rotto ogni tanto da una voce sommessa e carezzevole, frammista a lievi gemiti, finché un urlo straziante non lo fece sobbalzare tanto da indurlo a aprire con veemenza la porta per irrompere nella stanza. Si trattenne, digrignando i denti mentre la voce rotta di donna si affievoliva, fino a sgorgare in pianto e poi in una risata liberatoria. Dopo poco ecco i vagiti e poi un pianto ancora, di neonato.
La porta si aprì dopo pochi istanti sulla figura dell’uomo pallida e sudata e la stessa voce che prima consolava ed incitava gli cedette ingresso, sfilandogli con delicatezza la pipa dalla mano. Ed i suoi occhi abbracciarono l’immagine di sua moglie, adagiata sul letto, sfiancata e dolorante ma dal sorriso felice, che stringeva fra le braccia un fagotto, dalla testa piena di capelli neri.
– Vieni, vieni a vederla… – mormorò Innocenza – vieni a vedere tua figlia. –
E l’uomo palpitante entrò, scansando il catino pieno di acqua sporca e madida di nascita, avvicinandosi al letto e lasciandosi sfuggire una lacrima mentre imprimeva nella propria memoria il primo sguardo con sua figlia.

La meridiana in pietra sul sagrato della chiesetta segnava circa le 8,40 del mattino.

[…]

Sic.

Storie in rima: L’Alchimista dell’Amore

Credo di potermi sinteticamente definire una nerd, fin da tempi remoti, una nerd appassionata di cineprese, videocamere e compagnia bella, tanto da portarmi la prima videocamera sony, regalatami a 16 anni da mio padre, a scuola e filmare ogni cosa che nel poi sarebbe diventata un ricordo, non solo per me.

Ero e sono appassionata anche di prosa e rime, che creavo – e creo – tutt’oggi, cosa nota da chi mi conosce, così che mi veniva anche richiesta l’improvvisazione di dediche e “odi” dai miei compagni di classe.

Questa premessa, breve ed affatto esaustiva ma sufficiente all’uopo, mi è utile per spiegare ai poveri lettori che incapperanno sulle pagine pulcione, il perchè ogni tanto posterò cose di questo tipo

freccetta2In una piazza di Paese, vociante e brulicante
c’è una fiera in pieno corso, l’atmosfera è assai festante.

Al centro della piazza c’è un palco addobbato,
in fiori e cotillon ciascuno s’è sprecato.

Che cosa si festeggia? – domanda la Viandante
Si festeggia la Virtù – vien risposto ridondante.

Ed ecco poco dopo, tutte in fila da esordienti,
tante donne in pompa magna, ben tirate e sorridenti.

A chi più mostra la coscia, il suo seno o solo un fianco,
carosello di mascara, occhiatine e sguardo santo.

Ognuna è ben maestra, ognuna è ben padrona,

di una qualche dote

e al pubblico la dona.

Al fin della partita, la fila è ormai esaurita,
un’urna con i voti è bella che riempita.

Fra plausi e volti attenti all’addetto scrutatore,
è lei la vincitrice, l’Alchimista dell’Amore.

L.P.V.

Una App al giorno – TAG

Siori e siore, eccovi un altro interessante TAG. E’ un po’ più di un tag consueto volendo esser letto come un gioco simpatico da rimpallarsi di Blogger in Blogger, utile a scoprire nuove App da scaricare sul nostro inseparabile (diciamolo, lo è) smartphone/phablet/tablet.

Chiamasi: UN’APP AL GIORNO, ideato da “Bellezza” mia (leggasi alla Carlo Croccolo di Miseria e Nobiltà) ed ecco l’img:

unapp-al-giorno

Le regole per questo tag sono chiare e semplici:

  • Taggare l’ideatrice e lanciatrice del tag e possibilmente linkarla;
  • Elencare 5/10 App che usate spesso, spiegando possibilmente perchè;
  • Invitare altri 3/5 Blogger a proseguire il gioco.

Ecco le mie App:

Premetto che ho appena acquistato un WP (Windows Phone) che affianco al mio Android installato su un obsoleto ma bellissimo Samsung Note II.

Samsung Windows Phone
WhatsApp WhatsApp
Instagram 6Tag (e Instagram)
NoCrop – utilissimo per non tagliare le img di Instagram InstaSize – stessa funzione di NoCrop
Paper Artist ed Editor Foto E qui il Lumia è Lumia e nun ce sta nent’a fà, 4 Blend HDR, InstaSquarer, Lumia Living Images, Lumia Moments, ma ce ne sono tantissime spettacolari. Queste animano le foto, creando dapprima uno scatto in movimento e poi dando la possibilità di deciderne tempi
PhotoFunia PhotoFunia
Pinterest /
Twitter /
Skype Ancora non ho installato skype ma lo farò
La mia Banca La mia Banca
/ Meteo
Lunar Phase Anime++ – Ci sono tutti e dico tutti gli anime che certamente chi è nato a fine ’70 conosce!
Count Down Windows Blog Italia e Windows PhoneLover
Torcia elettrica (funziona alla grande con diverse opzioni) E ancora devo scoprire molto!
Giochini Vari tipo: Ruzzle Adventures, Talking Tom2 (per Attila) ed i soliti noti /
Google Maps /

Queste quelle che uso di più ma ce ne sono diverse in funzione “Edicola”.

A proseguire il gioco inviterei:

Nazaria
Iris&PeriploProgrammo la fuga
Beatrix
Il mio blog per caso
La Psicopatica
Cix
Piper
Sid

THAT’S ALL FOLKS!

La Musica della tua vita, TAG

musica

* * *
REGOLE:

1. Citare il il blog di partenza
2. Rispondere a 10 domande
3. Taggare 5 blog e avvisarli

DOMANDE:

– La sigla preferita del vostro cartone animato? -> Angie Girl

I Bon bon magici di Lily

Lady Oscar

– Canzone preferita della vostra band? -> Everybody Hurts, REM

– Colonna sonora dell’estate preferita? -> Coming Up (album), Suede

– Una canzone che vi fa divertire? -> Federico e Salvatore – Azz…vacanze – Ninna nanna della bambina (Federico Salvatore):

– Una canzone che vi fa riflettere? -> Ti regalerò una rosa, Cristicchi

– Colonna sonora preferita di un film? -> School of Rock

– La canzone della vostra infanzia? -> Carrie, Europe

– Canzone con cui scaricate l’ansia? -> Do what I say, Clawfinger

– Canzone da Musical o film musicale preferita? -> Hairspray!

– La vostra attuale colonna sonora? -> Janis Joplin

3. I 5 Blog che nomino:

Piper
Vomito
Demonio
La stanza infinita
Marcello & Laura

BUON DIVERTIMENTO e BUONGIORNO!

Niente, non riesco a non pensarti.

Si potrebbe pensare che ti amassi.

Ma no, non ti amavo come si potrebbe pensare, ti amavo come ti amo ancora, come un amico che mi sarebbe benissimo potuto essere fratello, una di quelle persone che si incastrano nella vita come il pezzo di un puzzle e senza quello l’immagine rappresentata rimane monca, incompleta.

Uhh baby baby don’t u cry…” stanno cantando i Pink Floyd. Perchè sto ascoltando l’intero The Wall anche se è come mi flagellassero l’anima e il core.

Non ci riesco. Mi manchi, ci manchi ogni giorno.

E vent’anni di amicizia pesano. Pesano. Pesano.

E non riesco a trattenere le lacrime. Perchè più ascolto questo album più all’improvviso capisco perchè ti piacevano tanto. Prima non ci avevo mai fatto caso ma tantissime parole ti rispecchiano, rispecchiano i tuoi pensieri la tua vita.

I ricordi ed il loro sapore scorrono copiosi quanto le mie lacrime.

Quando eravamo all’università, tutti insieme, le feste a Valle Giulia, la tua maglietta rossa; quando abbiamo tamponato mentre raggiungevamo gli altri e mi hai chiesto di non dire niente a lui se no t’avrebbe ucciso, anche se eri il suo migliore amico. Quando ascoltavi le mie frustrazioni e mi consolavi.

I tuoi tormenti, colpa di tuo padre ma non dovevi prendertela, un padre stronzo capita a molti, l’amore che non riuscivi mai a trovare, e le lasciavi tutte.

La tua passione per l’architettura paesaggistica, la tua canon, le serate alle fraschette, le cene da Ale, Paliano, i week end da noi, le notti alla playstation, il concerto di Roger Waters, il viaggio a Parigi.

Eri uno stronzo spesso, con te stesso e con gli altri, testimone di Nozze sei riuscito a farmi incazzare anche la sera prima del matrimonio. Ma fare pace aveva cementato ancora di più la nostra amicizia.

Alla fine eri felice. Sembrava proprio lo fossi. Una donna che ti amava, un lavoro che fra alti e bassi certo, stava per regalarti una promozione, un libro in itinere. Qualche lato stonato ma chi non ne ha nella propria vita?

Poi all’improvviso ti sei adombrato. Avevi lo sguardo spento, fino a quel giorno e non mi hai dato la possibilità di capire, non l’hai data a nessuno, nemmeno, soprattutto a tua madre.

Hai detto: Ciao regà, ci vediamo lunedì.

Goodbye cruel world,

I’m leaving you today.

Goodbye,

Goodbye, 

Goodbye.

Goodbye, all you people,

There’s nothing you can say

To make me change my mind.

Goodbye.

Cantano i Pink Floyd.

E poi all’improvviso, sento un odore che conosco benissimo ed una sensazione strana come mi carezzassero la testa.

E’ il tuo odore. E’ inconfondibile. Si dice che la mente giochi questi scherzi quando è in particolari stati ma a me piace credere che invece sia davvero tu. Perchè lo sai che non sarebbe la prima volta che mi capitano cose così, da quando avevo dodici anni. Tu che sei venuto a trovarmi, come sei venuto a trovarmi in sogno, spesso, spessissimo. Mi hai dato dei consigli in sogno ed io li ho seguiti. Avevi ragione sai? Ti ringrazio.

Mi manchi Lù. Roma senza di te, non è più la stessa.

Sallo.

Threatened by shadows at night,

and exposed in the light“.

Shine, my Friend, shine on your crazy diamond.

* * *

* * *