La seconda partenza – Delirio parte 4

Ebbene, dopo una notte pessima a causa del caldo, in cui la mia povera Attila ha dormito poco e niente (e di rimando io), il giorno di Ferragosto siamo partiti per il paesello a circa 900m di altezza per un pranzo fresco prenotato.

Una 40na di min di macchina fatti a quaranta all’ora perché la strada è tutta curve e a quindici min all’arrivo la mia povera piccola stellina vomita.

Glissando sullo scazzo che mi ha pervasa (se lei sta male io impazzisco), ci fermiamo immediatamente, la pulisco, la cambio, perché per fortuna mi porto sempre un cambio completo per lei ovunque vada, e dopo averla fatta riavere un po’ ci rimettiamo in macchina per raggiungere la destinazione.

Lei è stata bene ma poverina ha mangiato solo un po’ di pane, acqua e il succo della macedonia, io di rimando ho solo assaggiato un primo perché mi si era chiuso lo stomaco.

All’improvviso s’è scatenato un acquazzone e ci siamo dovuti trasferire all’interno ma tutto sommato si è stati bene e al fresco.

Adesso pare che le temperature siano scese a livelli accettabili e spero duri.

Questo aggiornamento è finito e spero pure la parentesi di sfiga.

La seconda partenza – Delirio parte 3

La circostanza buona è che Attila anche oggi ha mangiato.

Quella meno buona è che nel pomeriggio verso le 16,30 è caduto un fulminazzo fuori in giardino che ha fatto saltare la corrente e bruciando: televisione (per fortuna vecchia), piccolo decoder annesso e… scheda del condizionatore.

Bene, benissimo ma un eccheccazzo ci sta ancora meglio.

La seconda partenza – Delirio parte 2

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Per prima cosa ho voglia di postare questa immagine scattata ieri in quel di Lamezia, “pittata” sulle porte di una ex salumeria vicino all’ennesima farmacia in cui finalmente ho trovato l’oramil per mia figlia.

Sulla maglia della bambina c’è scritto: Not a fashion victim, ed in basso: …e domandati perché.

Purtoppo non è venuta benissimo ma era troppo bella per non prenderla con il cellulare.

Ma andiamo con ordine.

La Salerno Reggio Calabria ci ha graziati. Alle 7,30 am finalmente eravamo a destinazione ma non proprio, perché in cerca di un bar dove prendere caffè e cornetto. Alla fine abbiamo scoperto un nuovo localetto a p.zza Italia, Sant’Eufemia: La Dolce Italia, deliziosissimo di nome e di fatto, bello da vedere, molto stile shabby chic, e fantastico a livello di qualità. Cappuccino, cornetto e via per dare alle 8 e mezza massimo il latte ad Attila, che nel frattempo alle 6 s’era svegliata.

Arrivati quindi a casa a mare delli soceri, il delirio parte 2 si è manifestato: Attila, distratta dal pastore tedesco di casa e attenta a dribblare i nonni che non vedevano l’ora di vederla (tanto da non preparare manco un caffè per i due imbecilli che si erano scoppati 6 ore e passa di macchina) ha rifiutato il latte; offerti i cornetti comprati da noi, ho visionato la culla che fu del consorte ovvero l’imbecille che aveva guidato, bellissima, indubbiamente ma non proprio sicura per la mia dolce pargola, perché fatta di legno e ferro, un po’ rovinato dal tempo, per cui dopo aver sballato il materasso nuovo e preparata con le lenzuola, mi son messa li’ a coprire i punti dove mia figlia ci avrebbe messo sicuramente le dita. In tutto questo, ho silenziosamente ringraziato mia madre per avermi insegnato a portarmi sempre tutto il necessario, compresi i pentolini per la pappa.

Il delirio ha voluto anche graziarci con il primo periodo di inappetenza della frugola. Rifiuto totale del cibo, salvo il latte della mattina e di mezzanotte, durato da prima della partenza fino ad oggi. Causa concomitante sicuramente i denti e da qui la ricerca dell’oramil, condito da una massiccia dose di frustrazione per me.

Fortuna ha voluto che stamattina non mi svegliassi prima delle 10 ed essendo tardi per il latte decido di non darglielo e di portarla in spiaggia nonostante il sole facesse andirivieni, si perché il tempo è stato pessimo ed ha anche piovuto come Cristo comanda.

Decisione azzeccata perché il mare era quasi calmo e pulito, la pupa s’è stancata e alle 13, 25, dopo le prime iniziali storie, ha mangiato! E pure stasera. E nel pomeriggio, dopo la dormitina, si è pure bevuta il latte di mandorla, senza scaraventare via l’offerta come con le posate. Auspico non sia stata na botta di culo e si ripeta pure domani. Adesso dorme ed io sono qui fuori all’1,04 di notte a sperare che il cell non si spenga e che mi consenta di cazzeggiare un poco, perché è vero: le mamme in vacanza non ci vanno mai.

[ to be continued]