Pensieri Sparsi

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Fa caldo. Oggi fa proprio caldo.

Ho bisogno di un altro caffè.

Non ho voglia di finire di svuotare la cabina armadio ma soprattutto non ho voglia di sbaraccare il mio archivio.
Comincio seriamente a pensare di essere un’accumulatrice seriale inconscia. Oddio…proprio inconscia forse no. So di esserlo ma consciamente lo nego.
Lo nego perché non capisco il motivo per cui mi si deve fare una manfrina se ho piacere a conservare alcune cose, per ricordo affettivo.
Non parlo certo di vecchie tastiere dell’anteguerra che tra l’altro non funzionano più ma parlo del piccolo post-it appiccicato sopra con il buongiorno della mia vecchia coinquilina, di ben quattordici anni fa, che è rimasto lì al suo posto di trasloco in trasloco, riposto con la tastiera nel suo scatolo e sistemato in ogni ripostiglio dove ha trovato casa. La mia ex coinquilina è una persona a me assai cara, ad oggi mia sorella di genitori diversi, questo per dire che in fondo, non è che conservi tutte le scartoffie e scartoffiette accumulate nel tempo ma solo quelle che, se potessi, appiccicherei sul cuore in aeternum. Così per gli oggetti.
Eppure ieri ho voluto gettare anche quello, nella fretta di farlo, di chiudere a livello materiale col passato, prima di ripensarci, senza nemmeno scattare una foto.

Non avevo pensato che cambiare casa avrebbe comportato questi strappi al cuore, fra cui quello sopra è solo un esempio ma confido che nel tempo tutto passerà e rimarrà il sorriso che mi hanno lasciato.

Molte cose le ho regalate, vestiti che ormai non uso più o so che non userò più, ma tenuti in perfetto stato andranno a chi di vestiti non ne ha ed ho scoperto che non è così facile come pensavo trovare un punto di raccolta per bisognosi; già due volte mi hanno risposto di riporli nell’apposito contenitore per strada ma sono molto restia a farlo perché ho visto che fine fanno.

Sono combattuta tra il desiderio di ricominciare da zero, portando con me solo l’oggi e l’ossessione di non perdermi per strada ciò che mi ha portata all’adesso.
Perché questo nuovo appartamento ha un significato speciale. E’ un inizio importante, la nostra prima vera casa, tutta nostra.
Una cosa è certa, il mio baule di foto con la sua scatola annessa verranno con me. Perché nonostante esistano gli storage esterni, tra il guardare una foto che si tiene in mano e guardarla su uno schermo, tra le due opzioni, per me la prima non ha prezzo.

E so che sto scrivendo tutto questo perché quando nel tempo rileggerò, sorriderò nel rivivere lo stato di contraddizione mentale in cui adesso annaspo.

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