Cogitando

15feb19

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[…] I malati, i disperati, quelli che non hanno fiducia in sè, i sofferenti in una parola, hanno avuto bisogno in ogni tempo di incantevoli visioni per poter sopportare la vita (l’idea di « beatitudine » ha questa origine). Un caso affine: gli artisti della decadenza che sono in fondo dei nichilisti di fronte alla vita si rifugiano nella bellezza della forma, nelle cose elette, in cui la natura è divenuta perfetta, in cui essa è indifferentemente grande e bella [….] (F. Nietzsche)
Ok è venerdì.

Tutte le ansie che mi accompagnano durante la settimana forse troveranno una parentesi di pace. Almeno spero. Spero vivamente di ricevere oggi la telefonata che mi confermi una cosa abbastanza rilevante e se così non fosse sarà meglio che mi dica che risolverò anche questa cercando di limitare i danni per me stessa. Una cosa certo l’ho capita, imparata e fissata bene nel cervello: mai, mai, mai fidarti di un’altra persona se da quella fiducia dipendono conseguenze importanti per te stesso.

Per distrarre il cervello, in questi ultimi due giorni ho iniziato a liberare casa dalle cose effettivamente superflue, iniziando dalla libreria che ogni giorno mi grida silenziosamente aiuto. Ho parecchi libri che appartengono ad una fase della mia vita ed altri addirittura mai aperti che mi ritrovo per pigrizia di dire che li avevo già.

Così stanotte ho dato sfogo al divertimento che provo a maneggiare codici e mi sono creata paginette web dove raccogliere i libri che vorrei trovassero nuovi scaffali. Mi è stato suggerito di metterli sui gruppi di faccialibro ad hoc ma poi dove starebbe il divertimento?

E’ nata allora la: Libreria Vagabonda.

In aggiornamento perché non ho ancora inserito tutto. Ad ogni modo, essendo questa casa mia, la inserisco anche qui nel caso in cui a qualche appassionato di lettura interessi.

 

 

Sono le 11,24 di mattina e ricomincia a piovere. Anche nell’Anima.

 

 

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By Jane The Virgin – Netflix

Il rapporto fra me e i lunedì è indubbiamente controverso.

Quella parentesi idilliaca che inizia il venerdì sera e finisce la domenica sera la pago tutta, parificando il senso pieno di liberazione dal mondo con quello di oppressione pura.

Non è sempre stato così ma lo è negli ultimi tempi e per tempi intendo almeno gli ultimi tre anni. Il sabato e la domenica tutto si ferma, tutto ciò che potrebbe angosciarmi l’esistenza non è attivo, è chiuso, dorme, è fuori città ma il lunedì mattina, eh, il lunedì mattina è lì e lo sarà per i prossimi quattro giorni. Questo lunedì, 14 gennaio la sensazione è assai amplificata, considerando che non dormo per bene da sabato notte; la mia povera giovanissima figliola s’è beccata l’ennesima influenza a 39 con annessi crampi di stomaco, per cui stavolta non abbiamo il vomito e la diarrea ininterrotti ed incontenibili ma in compenso una buona dose di drammaticità che si sostanzia in lamenti strappacore e risvegli ogni 15/ 60 minuti. Suoi e miei di conseguenza. La peggiore notte è stata effettivamente quella passata aggiungendo così a questo lunedì una buona dose di rincoglionimento per assenza di sonno.

La perla di oggi è questa: per tenere la casa calda, lascio abbassate fino almeno a metà mattinata alcune delle serrande, tra cui quella della cucina. Quando ho visto che il cielo s’era un po’ aperto e che il sole resisteva da almeno mezz’ora ho deciso di riaprirla, notando che la tenda esterna che lascio ormai sempre aperta e obliqua sul balconcino stava letteralmente fumando. Escluso il vapore acqueo per il contrasto di temperatura, escluso un possibile vento che potesse smuovere una improbabile polvere, assodato che il fumo proveniva solo da una parte della tenda, ho realizzato che semplicemente stava pian piano prendendo fuoco. La faccio breve e risparmio tutto ciò che è accaduto nel mezzo, erano sigarette cortesemente gettate dai piani più su, con molta probabilità da una cameriera stronza collaboratrice domestica che è solita fumare sul balcone senza usare posaceneri, che si erano fermate sul bordo della base metallica. Se non avessi casualmente deciso di aprire la serranda non me ne sarei accorta e se il fuoco avesse attecchito per benino, avrebbe potuto raggiungere la caldaia, provocando un danno che nemmeno voglio immaginare. Non è accaduto e questo mi basta.

Ma tornando a quanto vomitavo più su, la scappatoia a questo vivere le giornate con l’ansia di arrivare alla sera e dire: ok, è andata! è proprio l’evasione dalla realtà che ha nel corso degli anni assunto varie forme. Quella cui mi dedico adesso e che mi salva sotto diversi punti di vista si chiama Netflix (Sky mi perdoni ma sono ancora in attesa di Big Little Lies II) e l’ho voluto testare proprio prima di Natale, cedendo al mese gratuito. Ho così scoperto le varie serie televisive, in primis “Jane The Virgin” e me ne sono innamorata (amo follemente Petra Solano). Ho finito di vedere le 4 stagioni ieri e la sfiga ha preteso che debba adesso aspettare forse marzo per vedere la 5 e ultima stagione. Ovviamente domani partirà il rinnovo perché Netflix è la mia nuova droga solo che adesso devo trovarmi un’altra serie da centellinare nei miei momenti di evasione mentale. Sono indecisa tra Pretty Little Liars e Stranger Things ma anche Tredici.

Sono apprezzati consigli.

Santa Notte (spero)

Fantasia

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Fantasia Imprigionata, Lp

Ho scattato questa foto nell’aprile 2018.

Posto che l’utilizzo del bianco e nero è perfetto per risaltare i particolari che paradossalmente il colore non esalta, questa volta è utilizzato consciamente per rendere il grigiore in cui la Fantasia, ahimé, oggi annega.

Tralasciamo anche il fatto che Biancaneve e i sette Nani sia la mia storia preferita dell’infanzia, fatto è che mentre camminavo su una strada in salita, ad un tratto me li sono ritrovati accanto, che mi guardavano con allegra tristezza attraverso le sbarre del giardino. Il loro sguardo era talmente intenso e affatto statico che il mio essere sovrappensiero è stato attratto da quel grido silenzioso e voltando lo sguardo ho prestato loro attenzione.

Non ho potuto scarcerarli e me ne rammarico, eppure in un certo qualmodo, nel mio piccolo, ho ridato loro la libertà, lasciandoli scorazzare nel mio immaginario in cui avevano nuovamente voce e movimento, aprendo così la finestra su un giardino colorato e vivace, lasciato fuori da quei pensieri pesanti e grigi che ammorbavano l’aria della stanza in cui andavo su e giù, in salita, verso casa, verso le mie responsabilità.

E’ una cosa meravigliosa la Fantasia e qualsiasi età si abbia, non si dovrebbe mai lasciare fuori, a guardare il mondo attraverso le sbarre della Vita.

L.p.V.

2019

E così rieccoci qua.

Io e il mio umilissimo quanto narcisistico ego, con la sua ignobile tendenza all’essere dispersivo e doppio, triplo, quadruplo e, per sintesi, irriducibile nella tendenza a dar spago a qualsivoglia riflesso di se stesso gli garbi in un imprecisato momento di una altrettanta imprecisata giornata, rieccoci qua.

Guardando indietro è dalla fine 2016 che vago dando spago all’illusione di aver bisogno di spazi diversi per esprimere ogni sfaccettatura delle mie contrastanti emozioni ma alla fine, per fortuna o no, seguendo il filo a ritroso, ritrovo sempre il punto di origine di me stessa.

E risalendo a quella origine è qui che mi trovo sempre. Dovrò per l’ennesima volta condonare alla mia incoerenza la pena che infliggo ogni volta al presunto mutare incondizionatamente quanto prevedibilmente imprevedibile dei miei pensieri ed in silenzio congelare le attenuanti in uno spazio tempo senza apparente dimora.

Rieccoci qua.

2019, una Odissea nello Spazio di un’Anima, vissuta guardando dalle finestre tonde (ahimè mai quadrate) della propria navicella, uno spazio apparentemente finito che si perde nell’infinito abitato da Galassie, a volte abitate, spesso abbandonate ma mai dimenticate.

Buon anno e ben ritrovata, vecchia casa.

 

L.p.V.

Sfizio. Piccolo piccolo. Chi mi aiuta a trovargli un nome?

Questo anello è stato creato senza elastico, bensì con il filo in seta, la cui chiusura è nascosta nel piccolo tubolare in argento anticato ed intarsiato. Appeso ad esso un piccolo sonaglio. In realtà ero indecisa se unire al tubolare solo il sonaglino ma alla fine ho optato per questa soluzione. Ho sempre adorato questo […]

via Anello Agata (Onice) Bianca e sonaglio — Le Pietre di Ottavia